• Giacomo Schillaci

Attività Motoria Giovanile: campanello di allarme!


ANATOMIA DI UN PROBLEMA

Quasi un ragazzo/ragazza su due (47,6%) che intraprende il percorso di studi che lo porterà a diventare dottore in Scienze Motorie, si occupa (già) di attività motoria con bambini e/o adolescenti. Il 91,3% di loro dichiara inoltre di voler continuare ad occuparsi di attività motoria giovanile e, qualora ne avesse la possibilità, di potersene occupare a tempo pieno come “vero e proprio lavoro”, mentre il 95,7% di coloro che attualmente non si occupano di attività motoria giovanile sarebbero tuttavia interessati a poter cominciare. La quasi totalità dei laureandi in Scienze Motorie non ritiene che un “ottimo allenatore per adulti” sia necessariamente anche un “ottimo allenatore per bambini e/o adolescenti” (90,5%) e che il programma didattico universitario necessiti (quindi) di uno specifico percorso formativo riguardo l’ “Allenamento Giovanile” (92,9%). Il 95,2% degli intervistati rafforza il suo pensiero ammettendo inoltre l’esigenza di una specifica qualifica di “Esperto di attività motoria in età pediatrica” (https://docs.google.com/forms/d/1aoSI7JmBIWu4sRvIiRlau2fIjvPoSWPkz0kkXTMLOvU/edit).

Un giovane italiano su 3 di età compresa tra 5 e 18 anni di età risulta sovrappeso/obeso (IOTF cuttoff) con picchi superiori al 30% in età compresa tra 9 e 12 e valori superiori al 40% nelle regioni del sud (www.epicentro.iss.it), ponendo l’Italia al 9° posto in un campione globale di 34 paesi ed al primo posto in Europa (www.ideficsstudy.eu) Figura 1.

Fig. 1

Più del 90% dei giovani italiani di età compresa tra 2 e 10 anni non soddisfa le raccomandazioni della dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization - WHO) riguardanti la quota di attività fisica giornaliera necessaria (Physical Activity for Health – 60’ di attività da moderata a vigorosa al giorno), raggiungendo così il primato (negativo) europeo. Tale dato risulta ulteriormente preoccupante nel genere femminile con addirittura il 97,4% tra 2 e 11 anni di età (www.ideficsstudy.eu, www.who.int) Figura 2.

Tra il 1995 ed il 2016 l’aumento di ben 15 punti percentuali (1995 = 44,7% à 2016 = 59,7%) di bambini di età compresa tra 6 e 10 anni che praticano sport in maniera continuativa è stato accompagnato da una sostanziale immobilità del numero di giovani italiani che dichiara di non praticare alcuna attività fisica durante la settimana e (addirittura) da un sensibile aumento (+4%) nella fascia di età compresa tra 11 e 14 anni (www.istat.it).

A partire dagli anni ’70 vi è stato peggioramento del livello di fitness aerobica nella popolazione mondiale giovanile di circa 0,5% per anno, con picchi dell’1% durante il periodo dell’adolescenza, ed un significativo peggioramento in prestazioni di tipo neuromuscolare (SBJ, 30m sprint, ecc.), a partire dagli anni ’80, ponendo l’Italia (di nuovo) al penultimo posto in Europa per quanto riguarda il livello di fitness aerobica ed prestazioni neuromuscolari (SBJ) (Grant R. Tomkinson and Timothy S. Olds. Pediatric Fitness: Secular Trends and Geographic Variability. J Sports Sci Med. 2007 Jun; 6(2): 267) Figura 2.

Fig 2a

Fig. 2b

Abbiamo una nuova vera e propria malattia che colpisce i nostri giovani: Pediatric Inctivity Triad (PIT) (Faigenbaum AD, Rebullido TR1, MacDonald JP. Pediatric Inactivity Triad: A Risky PIT. Curr Sports Med Rep. 2018 Feb; 17(2):45-47) Figura 3.

Se pensiamo ad esempio che per ogni bambino di 5 anni sovrappeso (IOTF cuttoff) 2 su 3 continueranno ad essere sovrappeso, 1 su 3 diventerà addirittura obeso ed 1 su 4 di loro incorrerà in una sindrome metabolica in età adulta (Graversen L, Sørensen TI, Petersen L, Sovio U, Kaakinen M, Sandbaek A, et al. Preschool weight and body mass index in relation to central obesity and metabolic syndrome in adulthood. PLoS One. 2014 Mar; 9), capiamo che esiste un problema. Se a ciò aggiungiamo che il livello di competenza motoria in età pediatrica risulta in grado di sostenere circa il 30% della quota di attività moderata e vigorosa (MVPA) in età pre-scolare (4 anni) (Williams HG, Pfeiffer KA, O'Neill JR, Dowda M, McIver KL, Brown WH, et al. Motor skill performance and physical activity in preschool children. Obesity (Silver Spring). 2008 Jun; 16: p. 1421-1426), di assistere più del 25% del livello di efficienza cardiovascolare in età adolescenziale (12 anni) (Barnett LM, Van Beurden E, Morgan PJ, Brooks LO, Beard JR. Does childhood motor skill proficiency predict adolescent fitness? Med Sci Sports Exerc. 2008 Dec; 40: p. 2137-2144) e di determinare la quota di “trasporto attivo giornaliero” in età adulta (Lloyd M, Saunders TJ, Bremer E, Tremblay MS. Long-term importance of fundamental motor skills: a 20-year follow-up study. Adapt Phys Activ Q. 2014 Jan; 31: p. 67-78), risulta facile comprendere che siamo di fronte ad un problema estremamente contingente e che le attuali misure di prevenzione non sono sufficienti.

La spesa sanitaria nazionale in Italia, ed in molti altri paesi europei, è stata indirizzata infatti sulla prevenzione terziaria (trattamento), considerando ancora troppo poco le potenzialità a lungo termine di importante e mirato investimento nella prevenzione secondaria (prevenzione) e terziaria (protezione).