Differenze fra allenamento tradizionale e vibrazioni meccaniche nel recupero dell'LCA

April 2, 2016

TITOLO ORIGINALE:

"Protocollo con vibrazioni meccaniche contro protocollo standard dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore. Ricerca clinica a controllo randomizzato e risultato nel breve periodo"

 

AUTORI:

Gereon Bershin 1, Bjorn Sommer 2, Antje Behrns 1, Hans-Martin Sommer 1

  1. Department of Sport Science and Motology, Philipps-University Marburg, Marburg

  2. Departement of Neuro Surgery, University of Erlangen-Nuremberg, Erlangen, Germany

ABSTRACT

 

L’utilizzo e l’efficacia delle vibrazioni meccaniche (WBV) come esercizio di recupero dopo infortunio del legamento crociato anteriore (LCA) sono state studiante utilizzando dei protocolli riabilitativi specifici. Si voleva verificare l’ipotesi che le vibrazioni meccaniche fossero superiori in termini di risultati nel breve periodo in relazione all’aumento delle performance neuromuscolari (forza e coordinazione) e che fossero in grado di agire in minor tempo rispetto ad un protocollo di recupero standard. E’ stato effettuato uno studio clinico randomizzato. Sono stati selezionati 40 pazienti sottoposti ad intervento di ricostruzione del LCA. I pazienti sono stati divisi casualmente i due gruppi di cui 20 hanno eseguito un protocollo di recupero con vibrazioni meccaniche mentre altri 20 hanno eseguito un protocollo di recupero standard. Entrambi i protocolli sono iniziati a due settimane dall’intervento. Sono state eseguiti tests isometrici e isocinetici, valutazioni  cliniche, valutazione della scala di Lysholm, valutazione delle performance neuromuscolari a 2, 5, 8, 11 settimane dall’intervento. Il tempo dedicato alla riabilitazione è stato ridotto di meno della metà nel gruppo delle vibrazioni meccaniche. Non sono state evidenziate differenze significative nei test clinici, score di Lysholm e tests isometrici e isocinetici. Il gruppo WBV ha mostrato un miglioramento significativo nel test di stabilità. In conclusione i dati preliminari indicano che il protocollo WBV sembra essere una valida alternativa all’approccio standard nella riabilitazione dell’LCA. Nonostante il tempo ridotto di applicazione del protocollo WBV rispetto a quello standard, i risultati sono del tutto sovrapponibili.

 

METODI:

40 soggetti

maschi 14 WBV, 15 standard

femmine 6WBV, 5 standard

media età WBV 27+/-4.2

media età Standard 28+/-6.8

Media peso corporeo maschi  WBV 86.4+/- 7.9

Media peso corporeo femmine WBV 67,5 +/- 5,3

Media peso corporeo maschi standard 87.1 +/- 6,2

Media peso corporeo femmine standard 65.3 +/- 4.6

BMI WBV  23.2 +/- 3.4

BMI standard 24.3 +/- 2.8

 

PROCEDURE DI ANALISI STATISTICA UTILIZZATE:

E’ stata verificata la distribuzione di dati mediante il Kolmogorov-Smirnov test. L’ANOVA è stata valutata mediante software statistico (SPSS, 16.0 Chicago). E’ stata applicata una significatività statistica pari a (P<0.05) con il test di Bonferroni-Dunn post -hoc. Per L’identificazione dei fattori tempo e trattamento è stat utilizzata l’ANOVA bifattoriale.

 

TIPO DI STUDIO 

Selezionati 40 pazienti da 60, operati di ricostruzione del legamento crociato anteriore. I pazienti rispettavano questi criteri:

  1. Rottura LCA con o senza lesioni meniscali

  2. Identica tecnica ricostruttiva (tecnica ‘bone to bone’)

  3. Tutti i soggetti erano atleti amatoriali

La randomizzazione è stata effettuata con un calcolatore che ha estratto casualmente i pazienti e distribuiti su due gruppi, WBV e Standard.

Tutti i pazienti hanno firmato il consenso prima di partecipare ai test. 

Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad un protocollo postoperatorio di riduzione dell’infiammazione e del danno tissutale e di recupero della mobilità, iniziato il primo giorno dall’intervento e protratto per due settimane, con la frequenza di cinque volte/settimana. 

Entrambi i protocolli WBV e Standard sono iniziati a due settimane dall’intervento chirurgico. Nella ricerca sono state pianificate valutazioni periodiche comprendenti verifica dei parametri clinici, tests di forza dinamica e isometrica, test di controllo posturale, valutazione del Lysholm Score e determinazione della durata media delle sessioni di allenamento (eseguite in entrambi i gruppi) alla 2^, 5^, 8^, 11^ settimana dopo l’intervento.

Il protocollo Standard prevedeva un riscaldamento iniziale più 20 minuti di esercizi di equilibrio, seguiti da esercizi per la forza muscolare, seguiti da una fase di defaticamento. Il protocollo WBV prevedeva un riscaldamento di 10/15 minuti di cycle a bassa velocità, una fase di stretching, 20 minuti di esercizi muscolari sulla pedana vibrante  (vibrazione fra i 5-9 mm),  una fase di defaticamento. 

 

RISULTATI:

Tutti i soggetti hanno portato a termine il protocollo con una compliance pari al 100%. Nel 60% dei soggetti WBV e nel 70% dei soggetti Standard si sono manifestate complicanze minori come dolore ed edema durante o dopo l’esecuzione degli esercizi, risolte con la diminuzione dell’intensità di lavoro nelle due sedute successive.  Nella valutazione dei parametri clinici, si sono riscontrati  riduzione dell’infiammazione e dell’edema e miglioramento della mobilità articolare come risultati sovrapponibili in entrambi i gruppi, con differenze non significative. Nella valutazione della forza dinamica ed isometrica del quadricipite e degli hamstrings non ci sono state significative differenze fra i due gruppi ed in entrambi i casi si è ottenuto un miglioramento di tali parametri. Anche i risultati ottenuti nella riduzione del deficit di forza contrattile sui muscoli estensori del ginocchio sono completamente sovrapponibili nei due gruppi. La valutazione del controllo posturale evidenzia un marcato miglioramento dell’equilibrio nel gruppo WBV contrariamente al gruppo Standard, in cui il miglioramento di tale parametro può considerarsi non significativo. Si è evidenziato un miglioramento del Lysholm Score in entrambi i gruppi, con differenze statisticamente non significative. La durata media delle sessioni di allenamento è stata notevolmente più breve per il gruppo WBV  rispetto al gruppo Standard. 

 

CONCLUSIONI:

Nonostante la validità di entrambi i protocolli di recupero valutati in questa ricerca, è necessario sottolineare la maggiore efficacia del protocollo con Vibrazioni Meccaniche in relazione al minor tempo necessario per l’ottenimento dei risultati analizzati. Questi ultimi sono stati equivalenti per quanto riguarda il miglioramento della forza muscolare, della stabilità articolare e della qualità di vita dei soggetti successivamente all’intervento di ricostruzione del LCA, ma il miglioramento del controllo posturale è stato notevolmente superiore nel gruppo WBV nonostante la minore durata media delle singole sessioni. Per queste ragioni il protocollo riabilitativo con vibrazioni meccaniche può essere considerato una valida alternativa al protocollo di esercizi standard per il recupero del LCA successivo a intervento ricostruttivo. 

 

CONSIDERAZIONI:

L’utilizzo delle vibrazioni meccaniche nei protocolli di recupero funzionale rappresenta un’innovazione degna di nota ed applicabile soprattutto in settori di intervento in cui ci sia la necessità di un rapido recupero post traumatico. Fra questi, l’ambito delle discipline agonistiche sportive è forse quello più interessante dal punto di vista della sua applicabilità. La necessità di recuperare velocemente un atleta rappresenta spesso la richiesta consueta di preparatori atletici e allenatori, soprattutto in periodo di competizioni. L’approccio a questa nuova metodologia di intervento potrebbe essere vincente anche nel miglioramento di parametri quali la stabilità a terra e la gestione dell’equilibro dinamico. In questa ipotesi, l’utilizzo delle vibrazioni meccaniche in protocolli di allenamento nella fase funzionale e in quella preventiva post recupero può essere di valido supporto nella riduzione del rischio di recidive o traumi ad insorgenza ritardata; cosi come, il loro utilizzo in protocolli di allenamento standard potrebbe ridurre l’incidenza di infortuni tipici di molti sport sia a livello agonistico che amatoriale.

 

ARTICOLO ORIGINALE:

Journal of Sports Science And Medicine (2014) 13, 580-589

 

 

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