Patologia scapolo-omerale, proposta di protocollo avanzato

June 25, 2016

INTRODUZIONE 

Le patologie del cingolo scapolo-omerale comprendono una vasta gamma di problematiche che vanno dall'instabilità idiopatica, alle lussazioni, al conflitto sub-acromiale, alle lesioni del cercine glenoideo e della cuffia dei rotatori. L'estrema eterogeneità di queste problematiche presenta un comune filo conduttore, ovvero, la capacità di ripristinare correttamente il ritmo scapolo-omerale per consentire di recuperare tutti i gradi di libertà di cui l'arto superiore è capace. Nel caso di un trauma, il ripristino dovrà esser secondario alla corretta guarigione tissutale, in caso di problematiche croniche si tratterà invece di ricreare dei corretti schemi motori che possano portare ad un riequilibrio generale dell'articolazione della spalla.

Fisiologicamente come ogni articolazione, la spalla presenta un elemento mobile ed uno di stabilizzazione; quello mobile è caratterizzato dai gruppi muscolari intrinseci e estrinseci del cingolo scapolare, mentre l'elemento stabilizzante è la scapola, che deve rimanere sempre sufficientemente mobile per garantire tutti i movimenti overhead. La stabilità della scapola è garantita ovviamente dall'attivazione del core e dal corretto trasferimento delle forze discendenti alla base di appoggio.

Fisiologicamente l'azione della spalla la possiamo suddividere in 4 momenti in successione; consideriamo il meccanismo di abduzione dell'arto superiore:

 

1.  Sopraspinato inizia abduzione per i primi 30°(miglior angolo di trazione – 1a classe)

2.  Deltoide Medio abduce (ma Fs > Fr); forze trazionano la testa dell’omero contro l’acromion

3.  La testa dell’omero deve essere trazionata in basso cuffia; traziona in basso il centro di rotazione della testa

4.  Dopo 30° ABD, la scapola ruota in fuori alto 2° per ogni 3° gradi di abduzione

 

Esiste un rapporto di 2:1 tra movimenti della Gleno-Omerale e della Scapolo-Toracica. In un ROM totale di 180°  la G-O partecipa per 120° e al S-T per 60 º

 

Abbiamo quindi la necessità di far attivare come starter il sovraspinoso, che ha azione di centratore della testa dell'omero, secondariamente il deltoide che è il vero e proprio abduttore fino a circa 90°, contemporaneamente i muscoli della cuffia dei rotatori continueranno a mantenere centrata la testa omerale nella cavità glenoidea e per ultima la scapola, che con la sua anteposizione e traslazione anteriore consente di ruotare la cavità glenoidea verso l'alto e consente all'arto superiore di andare oltre i 90°. 

 

PROPOSTA OPERATIVA

Le caratteristiche di una seduta di potenziamento in seguito ad una problematica della gleno-omerale dovranno tener conto di questi aspetti:

 

•Puntare particolare attenzione nel riscaldamento e nella mobilizzazione articolare

•Ripristinare l’attività del sovraspinato

•Eseguire esercizi ad ampia escursione, non appena il quadro doloroso lo permetta

•Eseguire esercizi di decompressione acromion clavicolare 

 

Nello specifico dovremo tener conto delle esercitazioni per la cuffia dei rotatori e delle loro caratteristiche; questi muscoli non lavorano isolatamente ma all’interno di un engramma motorio, la posizione ed i movimenti utilizzati per i test o per gli esercizi non sono affatto quelli delle normali attività. L’azione di questi muscoli richiede una stabilizzazione della scapola, loro sede inserzionale, per ridurre lo shear gleni-omerale, se gli esercizi isolati per i muscoli della CR generano dolore occorre insistere sulla stabilizzazione della scapola.

 

 

 

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