Attività Motoria Giovanile: campanello di allarme!

March 19, 2018

ANATOMIA DI UN PROBLEMA

Quasi un ragazzo/ragazza su due (47,6%) che intraprende il percorso di studi che lo porterà a diventare dottore in Scienze Motorie, si occupa (già) di attività motoria con bambini e/o adolescenti. Il 91,3% di loro dichiara inoltre di voler continuare ad occuparsi di attività motoria giovanile e, qualora ne avesse la possibilità, di potersene occupare a tempo pieno come “vero e proprio lavoro”, mentre il 95,7% di coloro che attualmente non si occupano di attività motoria giovanile sarebbero tuttavia interessati a poter cominciare.  La quasi totalità dei laureandi in Scienze Motorie non ritiene che un “ottimo allenatore per adulti” sia necessariamente anche un “ottimo allenatore per bambini e/o adolescenti” (90,5%) e che il programma didattico universitario necessiti (quindi) di uno specifico percorso formativo riguardo l’ “Allenamento Giovanile” (92,9%). Il 95,2% degli intervistati rafforza il suo pensiero ammettendo inoltre l’esigenza di una specifica qualifica di “Esperto di attività motoria in età pediatrica” (https://docs.google.com/forms/d/1aoSI7JmBIWu4sRvIiRlau2fIjvPoSWPkz0kkXTMLOvU/edit)

 

Un giovane italiano su 3 di età compresa tra 5 e 18 anni di età risulta sovrappeso/obeso (IOTF cuttoff) con picchi superiori al 30% in età compresa tra 9 e 12 e valori superiori al 40% nelle regioni del sud (www.epicentro.iss.it), ponendo l’Italia al 9° posto in un campione globale di 34 paesi ed al primo posto in Europa (www.ideficsstudy.eu) Figura 1. 

 

 

 Fig. 1

 

 

Più del 90% dei giovani italiani di età compresa tra 2 e 10 anni non soddisfa le raccomandazioni della dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization - WHO) riguardanti la quota di attività fisica giornaliera necessaria (Physical Activity for Health – 60’ di attività da moderata a vigorosa al giorno), raggiungendo così il primato (negativo) europeo. Tale dato risulta ulteriormente preoccupante nel genere femminile con addirittura il 97,4% tra 2 e 11 anni di età (www.ideficsstudy.eu, www.who.int) Figura 2.

Tra il 1995 ed il 2016 l’aumento di ben 15 punti percentuali (1995 = 44,7% à 2016 = 59,7%) di bambini di età compresa tra 6 e 10 anni che praticano sport in maniera continuativa è stato accompagnato da una sostanziale immobilità del numero di giovani italiani che dichiara di non praticare alcuna attività fisica durante la settimana e (addirittura) da un sensibile aumento (+4%) nella fascia di età compresa tra 11 e 14 anni (www.istat.it).

A partire dagli anni ’70 vi è stato peggioramento del livello di fitness aerobica nella popolazione mondiale giovanile di circa 0,5% per anno, con picchi dell’1% durante il periodo dell’adolescenza, ed un significativo peggioramento in prestazioni di tipo neuromuscolare (SBJ, 30m sprint, ecc.), a partire dagli anni ’80, ponendo l’Italia (di nuovo) al penultimo posto in Europa per quanto riguarda il livello di fitness aerobica ed prestazioni neuromuscolari (SBJ) (Grant R. Tomkinson and Timothy S. Olds. Pediatric Fitness: Secular Trends and Geographic Variability. J Sports Sci Med. 2007 Jun; 6(2): 267) Figura 2.  

 

 

Fig 2a

 

 

Fig. 2b

 

Abbiamo una nuova vera e propria malattia che colpisce i nostri giovani: Pediatric Inctivity Triad (PIT) (Faigenbaum AD, Rebullido TR1, MacDonald JP. Pediatric Inactivity Triad: A Risky PIT. Curr Sports Med Rep. 2018 Feb; 17(2):45-47) Figura 3.

Se pensiamo ad esempio che per ogni bambino di 5 anni sovrappeso (IOTF cuttoff) 2 su 3 continueranno ad essere sovrappeso, 1 su 3 diventerà addirittura obeso ed 1 su 4 di loro incorrerà in una sindrome metabolica in età adulta (Graversen L, Sørensen TI, Petersen L, Sovio U, Kaakinen M, Sandbaek A, et al. Preschool weight and body mass index in relation to central obesity and metabolic syndrome in adulthood. PLoS One. 2014 Mar; 9), capiamo che esiste un problema. Se a ciò aggiungiamo che il livello di competenza motoria in età pediatrica risulta in grado di sostenere circa il 30% della quota di attività moderata e vigorosa (MVPA) in età pre-scolare (4 anni) (Williams HG, Pfeiffer KA, O'Neill JR, Dowda M, McIver KL, Brown WH, et al. Motor skill performance and physical activity in preschool children. Obesity (Silver Spring). 2008 Jun; 16: p. 1421-1426), di assistere più del 25% del livello di efficienza cardiovascolare in età adolescenziale (12 anni) (Barnett LM, Van Beurden E, Morgan PJ, Brooks LO, Beard JR. Does childhood motor skill proficiency predict adolescent fitness? Med Sci Sports Exerc. 2008 Dec; 40: p. 2137-2144) e di determinare la quota di “trasporto attivo giornaliero” in età adulta (Lloyd M, Saunders TJ, Bremer E, Tremblay MS. Long-term importance of fundamental motor skills: a 20-year follow-up study. Adapt Phys Activ Q. 2014 Jan; 31: p. 67-78), risulta facile comprendere che siamo di fronte ad un problema estremamente contingente e che le attuali misure di prevenzione non sono sufficienti.

La spesa sanitaria nazionale in Italia, ed in molti altri paesi europei, è stata indirizzata infatti sulla prevenzione terziaria (trattamento), considerando ancora troppo poco le potenzialità a lungo termine di importante e mirato investimento nella prevenzione secondaria (prevenzione) e terziaria (protezione). 

 

Fig. 3 

 

“The time to act is now.

We must shift the burden of health care away from expensive and burden some tertiary prevention and move towards secondary and primary prevention.”

(ACSM, 2018)

 

FUTURO DA MONITORARE

L’annuale stesura della “Top 20 trend” del mondo del wellness e del fitness capace di indirizzare risorse ed investimenti di numerosi centri fitness italiani (e non solo) ci mostra come l’organizzazione di attività fisica per i più giovani (Exercise programs for children to fight childhood and adolescent obesity) sia scivolata dalla “Top five” tra il 2007 ed il 2013 (1° posto del 2007) al 24° posto nel 2016 ed al 32° posto nel 2018. L’annuale WORLDWIDE SURVEY OF FITNESS TRENDS ci dice una grossa verità: l’investimento giovanile non fa più “tendenza”! ((https://journals.Iww.com/acsm-healthfitness/Fulltext/2017/11000/WORLDWIDE_SURVEY_OF_FITNESS_TRENDS_FOR_2018__The.6.aspx) 

 

 

Ecco quindi cosa abbiamo difronte:

Progressivo peggioramento dello stato di salute, del livello di fitness e del potenziale prestativo dei nuovi giovani. Progressivo disinteresse del mercato nell’investimento di risorse nel settore preventivo e sportivo giovanile. Grande interesse e disponibilità dei prossimi esperti di movimento di occuparsi di “Allenamento Giovanile” e di creare una figura capace e competente.

 

Per approfondimenti vai al link: Master Europeo EQF4 in Attività Motoria Giovanile

 

BIBLIOGRAFIA:

 

“Contrary to many of the numerous morbid conditions associated with EDD, there is no pharmacologic treatment for EDD. Treatment requires both an exercise prescription and intervention from a youth fitness specialist who has the prerequisite knowledge in developmental physiology, pediatric sports medicine, and child psychology and who understands how to teach and progress age-related skill- and strength-building exercises. The skill/strength-enhancing activities are the cornerstone of successful programs targeting inactive youth. Instead of activities focused on prolonged periods of monotonous aerobic training, youth programming should be designed to engage the child physically and mentally. Participants should receive regular feedback in game play environments, which can positively influence skill development, fitness performance, and motivation.”

 

 

“The available data indicate that supervision, instruction, and program design should be provided by qualified youth fitness professionals who understand pediatric training guidelines and who are knowledgeable of the physical and psychosocial uniqueness of children and adolescents. These professionals should have practical experience working with youth and a philosophy about physical activity and fitness training that is consistent with the needs, goals, and abilities of younger populations. Ideally, pediatric fitness professionals  should be linked to the health care industry and available to offer community-based interventions that are safe, enjoyable, and effective. A nationally recognized certification in pediatric fitness may be needed to ensure safe participation in youth programs while enhancing training outcomes for children and adolescents.”