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Cellulite Vs sovrappeso localizzato

  • ISEC Team
  • 26 mag
  • Tempo di lettura: 6 min

Viviamo circondati dalle pillole: risvegliano la passione amorosa, contrastano l’obesità, migliorano l’umore, combattono la timidezza. Un sorso d’acqua e giù…; tutto fin troppo facile. Si getta un macigno sopra il “sintomo” (o presunto tale), senza andare a indagare sulle cause del malessere. E ancora, troppo spesso senza preoccuparsi abbastanza delle controindicazioni riportate sul foglietto delle avvertenze. Stessa pessima abitudine anche sull’altro, grande, versante della cura del corpo: un taglio netto e via. Gli ultimi prontuari della chirurgia estetica offrono un catalogo da grandi magazzini; via libera al bisturi, ai miracoli ambulatoriali che fanno sognare addomi piatti come la Val Padana e forme levigate. Affascinati dal miraggio del risultato possibile, sempre più italiani – oltre 70 mila nell’ultimo anno – hanno chiesto alla chirurgia estetica di aiutarli a vivere meglio. Cresce la sensazione che entrambi, la farmacologia e il chirurgo, trovino un rimedio non solo a patologie e sofferenze conclamate, per le quali effettivamente c’è bisogno di loro, ma a richieste di “benessere” quanto mai soggettive.

                      Purtroppo il nostro corpo è fatto in una determinata maniera e non può cambiare solo perché lo desideriamo. Le leggi che lo regolano sono frutto di uno sviluppo di milioni di anni e non possiamo inventarci niente. La sfrenata ricerca della "pillola” miracolosa che ci risolve tutti i problemi senza il minimo sacrificio è la nostra sconfitta verso i cosiddetti “furbi di turno”.

                      Che volete, la “cellulite” è proprio uno di quei casi che portano nelle tasche dei “venditori” centinaia di miliardi all’anno e quel che è peggio è l’oltraggio morale che ci viene fatto sfruttando la nostra poca cultura in materia.

                      Il termine “cellulite” è una volgarizzazione di una pomposa terminologia medica: panniculopatia edemato-fibrosclerotica. La chiameremo comunque sempre e per semplicità “cellulite”.

                      Si tratta di una vera e propria malattia presente in una percentuale piuttosto bassa della popolazione, in genere femminile, e può essere causata da vari fattori scatenanti:

-  genetici e razziali; ne sono colpite di più le donne mediterranee, in particolare se hanno uno storico familiare del problema

-  ormonali e neurovegetativi; oscillazioni dovute al ciclo mestruale, uso della pillola contraccettiva, iperinsulinismo e ipotiroidismo

-  alimentari e ipocinetici; una scorretta alimentazione sia qualitativa che quantitativa e l’assenza o scarsità di attività fisica sono i due elementi più importanti per fare scatenare questa patologia

-  le posture errate, le gravidanze, le varici, i dismorfismi, gli indumenti sono solo altri fattori aggiuntivi che possono favorire l’instaurarsi del problema e soprattutto un suo peggioramento quando già presente

-  un discorso a parte va fatto sul fumo, sull’alcool, sul caffè e sullo stile di vita spesso non ottimale (stress ed ambienti non salutari)

                      La “cellulite” indica un quadro ben preciso che si può suddividere per stadi di intensità e per tipologia ma che ha come elementi ricorrenti un danno in genere irreversibile alla cute, una stasi del microcircolo ed uno stato infiammatorio cronico sempre a livello della cute; questo preciso quadro patologico è tanto maggiore quanto più si avanza verso lo stadio 4, il più avanzato, caratterizzato dal cosiddetto aspetto a buccia d’arancia della pelle, da dolore percepibile al pizzicotto, da una pastosità e da una elasticità diminuite, da un eccesso di liquidi in ristagno che può andare dal molto evidente al non esserlo affatto e da micro e macronoduli avvertibili alla palpazione. Gli stadi possono essere non gli stessi nelle varie parti del corpo che ne sono colpite. Se ne possono avere tre tipologie – compatta – molle – edematosa le quali evolvono passando da una fase iniziale detta edematosa, ad una intermedia detta fibrosa, ad una terminale detta sclerotica.

                      Il cerchio è chiuso, il problema è stato inquadrato, la patologia è stata analizzata, ma…….sorgono spontanee alcune domande:

-  perché la “cellulite” è presente in una piccola percentuale della popolazione mentre invece le statistiche che ci vengono propinate parlano di cifre oscillanti fra l’80 e il 90% della popolazione femminile ed una certa percentuale di quella maschile (nel maschio è di tipologia un po’ diversa che nella donna)?

-  perché si parla solo di alterazione patologica della cute con delle caratteristiche ben precise?

-  perché viene anche alle persone apparentemente magre?

                      La risposta è una sola: quella che normalmente chiamiamo “cellulite” in genere non lo è e si tratta semplicemente di adiposità localizzata. Questa situazione che per la sua localizzazione si innesca quasi esclusivamente per motivazioni genetico-razziali rappresenta il focolaio sul quale si avvierà la futura “cellulite” intesa come patologia vera e propria della cute.

                      Chiariamo meglio questo gioco di parole.

                      La “cellulite” si presenta solo se il tessuto adiposo e le cellule che lo compongono raggiungono uno sviluppo abnormale insinuandosi fra i setti interconnettivali i quali, avendo un andamento perpendicolare al tessuto muscolare, costringono il grasso sottocutaneo su percorsi predisegnati. Un aumento smisurato dell’adipe crea delle pressioni tali da provocare, man mano che si va verso stadi evoluti, il tipico aspetto a buccia d’arancia (immaginatevi i bottoni di una poltrona!) della cute, una compromissione del microcircolo (venoso, arterioso e linfatico) con conseguente edema e uno stato latente di infiammazione della zona tale da dare dolore al “pizzicotto”.

                      Il motivo del perché la “cellulite” colpisce anche le persone apparentemente magre è da ricercarsi sulle differenze interindividuali tali che in un determinato soggetto particolarmente predisposto anche un moderato aumento di adipe (a volte anche di origine solo genetica), può già scatenare la patologia.

                      Come avrete ormai capito è un po’ il cane che si morde la coda; in effetti la “cellulite” patologica non si presenta se non scatenata dall’accumulo di tessuto adiposo sottocutaneo e infatti non è mai presente nei bambini, inizia nella pubertà e si conclama negli adulti sempre in maniera legata al sovrappeso.

                      Il controllo del grasso sottocutaneo è l’unica strategia obiettivamente curativa e preventiva. In fase patologica avanzata, nell’attesa che la riduzione del tessuto adiposo dia il suo effetto curativo, è consigliato trattare il problema in maniera multipla intervenendo sia sulla riattivazione del microcircolo che sul mantenimento di una pelle elastica.

                      Sembra impossibile, eppure è dagli anni ’70 che i ricercatori hanno individuato che il problema è solo grasso sottocutaneo abnormale, mentre noi continuiamo a farci fregare da tutto e da tutti; eppure è proprio così. Guarda caso tutte le proposte illusorie sono in genere abbinate ad una dieta e ad una attività fisica e poi si dice che il risultato è dovuto al “terzo elemento” mentre gli altri sono lì per completezza. Assurdo!

                      Il nostro piccolo percorso educativo ci ha portato a scoprire che quella che noi chiamiamo “cellulite” non è altro che tessuto adiposo localizzato che ha passato i limiti di tolleranza che il nostro corpo ha nei suoi confronti e che sono geneticamente predeterminati. Tutte le armi in nostro possesso per controllare il grasso sottocutaneo e la forma fisica generale (muscolare in particolare) sono l’unica e la migliore strategia da usare contro questo problema. Ora occorre rileggersi la parte introduttiva iniziale per vincere la pigrizia mentale ed avviarsi ad un cambiamento del nostro stile di vita che preveda un ottimale controllo alimentare, una regolare attività fisica e genericamente uno stile di vita più attento al nostro corpo e alla nostra mente e…. come per magia, otterrete contemporaneamente tre risultati inscindibili: una estetica come la desiderate, una forma fisica invidiabile e una mentalità positiva verso voi stessi e verso la vita in genere.

                     

 

ALCUNE NOTE INFORMATIVE                             

 

Cosa non fare:

-  usare farmaci (non funzionano e minano la vostra salute)

-  usare creme (valide solo quelle emollienti, le altre non funzionano anzi, molte contengono estratti tiroidei molto pericolosi per la salute)

-  fare allenamento localizzato (non risolve niente, anzi peggiora le cose)

-  fare ginnastica passiva o altra invenzione moderna tipo infrarossi o variazioni pressorie (è scientificamente provata la loro inefficacia salvo che nel fregare soldi)

-  usare il vibromassaggiatore (spacca i capillari ed aumenta il caos metabolico)

-  una attività fisica non controllata da un esperto

-  attività fisica passiva (è scientificamente provato che non funziona)

-  una alimentazione sregolata sia qualitativamente che quantitativamente

-  avere uno stile di vita non in sintonia con il nostro corpo

-  ricorrere alle terapie mediche (sono pericolose, hanno uno scarso effetto, creano problematiche collaterali, sono estremamante costose, non ci garantiscono una soluzione definitiva)

-  massaggi ad elevata pressione

-  elettrostimolazioni non coadiuvate da un esperto

-  terapia termale (non funziona salvo che sul microcircolo)

-  tutti i tentativi di riattivare il microcircolo o ridurre l’infiammazione sono sprecati perché a risoluzione temporanea se non accompagnati da una “terapia” dimagrante.

 

Cosa fare:

-  una regolare ed individualizzata attività fisica (individualizzare con l’aiuto di un esperto il tipo e le modalità di attività più idonea)

-  una attività fisica che abbia il potere di fare lavorare molto l’apparato circolatorio (tipo allenamenti a circuito e loro varianti, allenamenti cardio-muscolari)

-  una corretta alimentazione

-  bere molta acqua (se si beve poco il corpo avrà la tendenza a trattenere acqua per difesa contro una “presunta siccità”)

-  un test delle intolleranze alimentari (Cito Test)

-  linfodrenaggio manuale o elettroassistito e massaggi di riattivazione del microcircolo (unica terapia che ha un senso coadiuvante il resto)

-  vibrazioni meccaniche (molta attenzione e solo con l’ausilio di un esperto per evitare di creare più danni che benefici)

-  comportamenti e stile di vita in sintonia con il corpo

-  creme solo e semplicemente di tipo emolliente

-  ricorrere al medico se in stadio avanzato

-  una cospicua prevenzione a 360 gradi

-  rispettare le critiche fatte nell’introduzione


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