• Giacomo Schillaci

Sviluppo somatico-antropometrico del giovane atleta (parte 2)


Nel precedente articolo abbiamo introdotto il complesso argomento dello sviluppo motorio giovanile (LINK) descrivendo in forma generale ciò che attualmente conosciamo, ciò che pensiamo di conoscere e ciò che in realtà non conosciamo. Con il presente si vuole invece indagare l’importanza dello studio, e rispettiva valutazione, delle modificazioni somatiche ed antropometriche che caratterizzano il periodo dello sviluppo giovanile e come queste siano capaci di condizionare capacità ed abilità motorie di giovani atleti. Come prima cosa sarà dunque necessario conoscere lo sviluppo dell’essere umano nella sua interezza, per comprenderne così particolarità e peculiarità.

“Healthy development of the child is of basic importance;

the ability to live harmoniously in a changing total environment is essential to such development.”

(CONSTITUTION OF THE WORLD HEALTH ORGANIZATION, 2006)

ANALISI DEL PROBLEMA

L’American Collage of Sports Medicine ci suggerisce una suddivisione della vita dell’essere umano in 6 macrotappe evolutive (1) (FIGURA 1) in cui è possibile riconoscere differenze di genere, ma solo marginalmente differenze interindividuali e differenze intraindividuali. Proprio quest’ultime risulterà tuttavia indispensabile studiare, conoscere e valutare per comprendere l’ontogenesi motoria e le disparità prestative che caratterizzano il periodo dello sviluppo giovanile.

Figura 1. Suddivisione dello sviluppo dell'essere umano in 6 macrotappe evolutive (1)

Lo sviluppo e la maturazione dell’essere umano appaiono caratterizzati da momenti di crescita progressiva interrotti da momenti di crescita accelerata. Tali picchi di crescita, siano essi riferiti alla statura (PHV = Peak Height Velocity), alla massa corporea (PWV = Peak Weight Velocity) (2) (FIGURA 2) od al contenuto minerale osseo dell’individuo (PBMCV = Peak Bone Mineral Accrual Velocity) (3) (FIGURA 3) risultano capaci (inevitabilmente) di influenzare positivamente o negativamente, talvolta in maniera anche considerevole, le prestazioni motorie dei nostri giovani.

Figura 2. Variazioni annuali di statura e di massa corporea in riferimento ai mesi mancanti/trascorsi dal picco di crescita (PHV) (2)

Figura 3. Variazioni percentuali del contenuto minerale osseo corporeo totale in riferimento agli anni mancanti/trascorsi dal picco di crescita (PHV). Nei 2,5 anni precedenti e successivi il PHV si ha un aumento del contenuto minerale osseo corporeo totale pari a circa il 39% (3)

Figura 4. Andamento della variazione staturale annuale durante il periodo dello sviluppo giovanile con particolare riferimento ai 2 cambiamenti

Figura 5. Timing di PHV e relativo picco di crescita di arti inferiori e busto (13)

Nel passaggio tra la early childhood e la middle childhood (5-7 anni) è possibile riconoscere il cosiddetto “primo cambiamento della figura” (FIGURA 4), ossia un considerevole e visibile mutamento della fisionomia dell’individuo, dovuto innanzitutto ad una sostanziale crescita delle appendici articolari e diminuzione del tessuto adiposo sottocutaneo. Ciò si ripercuote inevitabilmente su un aumento della forza relativa e quindi incremento della capacità di prestazione motoria (4).