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Rabdomiolisi e Sindrome Compartimentale: utilizzo delle tecniche di imaging


di Armanda de marchi

RABDOMIOLISI

Il termine rabdomiolisi è utilizzato per indicare la necrosi muscolare, che può avere diverse cause, quali i traumi muscolari, l’ ipossia acuta, le infezioni e l’ uso di sostanze tossiche come l’eroina e la cocaina.

I traumi muscolari e l’ipossia sono la causa più frequente di rabdomiolisi. I traumi muscolari comprendono sia quelli da iper-sollecitazione, che si verificano negli atleti, sia i traumi diretti contusivi dei grossi eventi traumatici [25]. L’ipossia acuta è generalmente causata da arteropatia periferica. I segni clinici della rabdomiolisi sono la mioglobinuria, l’iperuricemia e gli elevati livelli plasmatici di enzimi muscolari. È importante che la diagnosi sia precoce allo scopo di prevenire l’insufficienza renale acuta, l’iperkaliemia secondaria e la coagulazione intravascolare disseminata. Il muscolo appare di dimensioni aumentate, diffusamente ipoecogeno per l’essudato infiammatorio che circonda le cellule muscolari sofferenti, con ecostruttura disomogenea per la presenza di piccole aree ipo- o iperecogene (fig. 21). In fase tardiva talora sono rilevabili spot iperecogeni all’interno delle lesioni stesse, da riferirsi a bolle gassose. Alla RM si osserva il diffuso edema muscolare, caratterizzato da iperintensità di segnale nelle sequenze T2 pesate, con e senza soppressione del grasso [25] (fig. 22).

Fig. 21. — Rabdomiolisi. La scansione ecografica longitudinale evidenzia un incremento delle dimensioni dei ventri muscolari, del muscolo soleo e dei muscoli profondi della loggia posteriore del polpaccio, che presentano ecostruttura fortemente disomogenea per la necrosi delle fibre muscolari.

Fig. 22. — Rabdomiolisi. L’esame RM, eseguito con sequenza assiale SE T2 pesata, del caso della fig. 21, evidenzia irregolare ed importante iperintensità di segnale a livello delle rispettive strutture muscolari.